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Istè era uno che quando arrivava da qualche parte pareva sempre che continuasse a viaggiare, là fuori. Che la strada se la portasse in camera, che gli facesse da mappa. Entrava e il motore rimaneva acceso; l’armadio vuoto; i vestiti sulla sedia…

E’ uscito il 7 giugno 2018 il mio pimo romanzo. Si intitola L’atlante dei destini, ed è edito da Autori Riuniti. Lo trovate in libreria e negli store online!

Quarta di copertina

Stefano Solinas è un fotografo e un professore di Antropologia Sociale dell’Università di Torino che è stato ucciso in circostanze misteriose. Prima della sua morte egli si era dedicato alla raccolta delle testimonianze di individui provenienti da luoghi del mondo tra loro lontanissimi. La sua idea era di pubblicare un romanzo del mondo, un atlante dalle coordinate emotive, la dimostrazione della centralità di alcuni temi ricorrenti nella natura umana.
Il progetto del professore, rimasto incompiuto a pochi mesi dalla sua morte, viene, molti anni dopo, inviato alla redazione di una casa editrice dal figlio di una ex dottoranda dell’Università che, ai tempi della morte di Solinas, aveva deciso di raccogliere i materiali per portare avanti il suo progetto.
Il romanzo è costituito dalle storie – diversissime tra loro – dei molti personaggi che si avvicendano all’interno dell’opera. Un romanzo corale, nello stile e nei contenuti, in cui le voci narranti raccontano una porzione del mondo, la propria esistenza o i fatti

unici di cui sono stati testimoni ma sempre da una prospettiva diversa, che sia quella del clandestino, della prostituta, del ferroviere, del matto del paese o dello scrittore; sia che essi scrivano dalla Colombia, dall’Italia, dalla Repubblica Ceca o dal Sudafrica.
Talvolta queste storie si intrecciano a quella di Solinas e, all’interno del romanzo, compaiono anche passi tratti dai suoi appunti di viaggio contenuti nei materiali del progetto. È così che l’enigmatica figura del professore, grande protagonista assente dell’opera, viene consegnata al lettore, che è chiamato a decifrarne la natura profonda e a interpretarne le sfaccettature e le ambiguità: Solinas era un viaggiatore sensibile e un uomo altruista o un immaturo seduttore che ha trascorso la propria vita scappando dalle proprie responsabilità?
L’opera è una meta-narrazione costruita su più piani, un romanzo e una raccolta di racconti in cui il lettore è chiamato in causa come parte attiva; egli è coinvolto nella narrazione dal punto di vista del redattore, proprio come se le storie, non rimaneggiate e rimaste nascoste per anni, arrivassero sulla sua scrivania: chi scrive sta raccontando la sua arbitraria versione della propria storia, il giudizio è riservato a chi la leggerà.

Book trailer

Qua sotto potete gustarvi il book trailer che abbiamo realizzato per l’uscita del romanzo. Interamente scritto, recitato e ripreso ex novo, senza l’utilizzo di immagini di archivio scaricate dalla rete, come normalmente si usa per la creazione di video editoriali promozionali.

Interviste

Mentre di seguito trovate una sorta di intervista NON intervista molto particolare che mi ha fatto Luciano Alberti, nella quale abbiamo tentato di percorrere le varie fasi del “mestiere” dello scrittore alternando il serio al faceto. Ecco perché l’abbiamo voluta intitolare “Come funziona uno scrittore?”. Io dico che potreste trovare qualche informazione curiosa o elemento in più rispetto al libro, prima di decidere se acquistarlo e leggerlo. 😉

Recensioni

C’è una recensione, fra le prime apparse, che mi piace segnalare. E’ stata scritta da Alessia Ragno per Cose Belle Magazine. Mi ha colpito molto! Ed è questa!

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Raffaella io ho capito perché i tuoi baci mi portavano dove dovevo stare, dove la vita è mia, ti ricordi che te lo dicevo sempre e tu ridevi, no sorridevi, mi dicevi che si dice sorridere non ridere, io ho capito cosa mi capitava, l’ho capito adesso, la vita non è quasi mai mia, sono io siamo noi che ci stiamo dentro ma succedono tante di quelle cose e sono cose di tutti c’è dentro tutto, il rumore mio padre l’autostrada la musica il telegiornale la rabbia le cose che fanno bene le cose che fanno male, ma i tuoi baci mi portavano dove la vita è mia, e sai perché?, come non lo sai?, perché lì non decide il mondo lì decidiamo noi, lì non stiamo ad aspettare che si libera un posto lì il posto lo occupiamo noi, lì non siamo in balìa del mondo lì è il mondo che guarda altrove mentre noi viviamo, hai capito Raffaella?

Buona lettura!

Cristiano-Denanni

Qualcosa su di me

Mi chiamo Cristiano Denanni, sono nato a Torino nel 1974, ma nelle vene ho sangue misto pugliese/sardo/piemontese. Trascorro gli anni prescolastici (e non solo) a giocare a pallone dalle due alle sette del pomeriggio, nel cortile di casa. Pausa cena e ripresa dei supplementari fino a che d’estate la luce lo permette. Sono diplomato presso l’Istituto Magistrale, a seguire frequento la Facoltà di Filosofia dell’Università di Torino per circa la metà degli esami previsti dall’ordinamento. Non sono quindi laureato.
 Da questo punto in avanti è un susseguirsi di esperienze e lavori, più o meno edificanti. Ho fatto il libraio per diversi anni, sia in librerie indipendenti, sia come dipendente di una grande catena

editoriale. Poi il progettista web, il grafico e, dopo tante (troppe?) altre cose, sono approdato alla fotografia e alla scrittura, a tempo pieno. Amo viaggiare, il reportage, sentirmi raccontare storie, e raccontarne…
 Ho scritto e pubblicato per Il Fatto Quotidiano (online), per Nazione Indiana, e per la rivista letteraria (cartacea) Effe – Perdiodico di Altre narratività.